EUROPOL – OECD: Albanien ist Tor und Umschlagplatz für gefälschte Waren in die EU und kontrolliert die Drogennetzwerke mit Lobbyisten

Weltweit haben die Amerikaner mit ihren ICTAP Polizei Ausbildungs Missionen, nur ein Desaster mit Kriminellen angerichtet, wo die Frage bleibt, warum die korrupten EU Gestalten und desaströsen Spinner in Berlin, hier Tatenlos zusehen. Identisch mit Justiz Missionen, welche im Nichts endeten, Weltweit. Schlechte Kopien des „Camorra“ und „Nghradeta“ Stiles, sind heute das Auftreten der EU, Berlin, Weltbank, USA, NATO im Balkan.

Durres ist der wohl schlechtest geführte Hafen in Europa, wie Experten feststellten und unter LSI, Edmond Haxhinasto Leitung als Minister, wurde die Angestellten Zahl nochmal um 70 % gesteigert, wobei die Meisten nur wegen Diebstahl, Schmuggel einen Job dort erhielten. Langzeit von kriminellen Drogen und Verbrecher Clan kontrolliert und eingekauft, der Lobby Verein DAW, der eine Schlüsselrolle schon im Visa Skandal,  als kriminelles Enterprise spielte. Notare bestätigen Verkäufe von Toden, Mehrheits Geschäftsanteile von ausl. Firmen werden verkauft direkt an prominente Justiz Leute,  100 % gefälschte Unterlagen bei Firmen Kredite, wie Bank Direktoren erzählen und der Lobby Verein DAW, wurde schon vor 15 Jahren im Visa Skandal Sprachrohr der Drogen und Verbrecher Banden, welche Albanien kontrollierten, bis zum Albanischen Botschafter Arthur Kuko, dessen Grundlage im Drogen Handel mit den Koka Brüdern gut dokumentiert ist.

Geschäftspraktiken in Albanien

Eine reine Betrugs Organisation, Steuer finanziert, welche nicht nur Lügen und falsche Informationen verbreitet in Tradition, sondern Drogen, Kinder, Waffen, Frauen Handel auch als Schleuser Organisation bis Hamburg erneut: promotet. Natürlich mit Hilfe der Betrugs Bank: Deutsche Bank  und Kollegen.

Knut Fleckenstein – Edi Rama: Hamburg 10.10-2016
ebenso gekauft von Georg Soros

Der Steuer finanzierte Lobby Verein DAW, lügt bis heute herum mit  „erfolgreichen Justiz Reform“, welche nicht existiert, wo unverändert keinerlei Gesetze in Albanien je implementiert wurden, die Top Politiker eine Abmachung haben mit der Justiz, das ihre Clans „Straffrei“ bleiben, wie sogar Edi Rama bestätigte. Man finanziert gezielt kriminelle Mafia Clans, verkauft es als Lobbismus und man promotete auch das kriminelle Enterprise mit dem Hafen Durres und EMS, einer Mini Firma auf einer Ostsee Insel versteckt.

Alle genehmigten Hafen Masterpläne für den Hafen Durres, wurden vor Jahren ignoriert, als die Internationale Mafia sich im Hafen einkaufte, ein Thema, wo selbst die Russische und Italienische Maia nicht einstieg. Einmal die Türksiche Stahlfirma „Kurum“, welche inzwischen Bankrott ist, einen Hohen Millionen Schaden hinterliess.

Bauschrott durch prominente und korrupte Deutsche Consults, gezielt falsche Beratung, obwohl niemand diese Deutschen Consults je brauchte: Die Sokol Olldashi Mafia mit dem Hafen Durres: Super Skandal – es regnet durch das Dach der neuen Abfertigungs Halle

Höhepunkt war die vollkommen überzogenen EBRD Kredite, für das Ausbaggern des Hafens, dem Kanal, welche wegen Betrug inzwischen gestoppt wurde und wo 15 Millionen € inklusive Deutscher Consults dort gestohlen werden sollten, für Unfug.

Hafen Master Plan Durres
Der Hafen Master Plan, von 2008-2009 wurde genauso ignoriert

Drogennetzwerk der CIA

“EMS Shipping and Trading GMBH”
  • A German ex-jail bird grabs a terminal concession in Albanian port of Durres

    Durres, 28 february 2014 – The economic growth of the impoverished Albania was heavily based on easy term credits and outright grants as well as the remittances of the Albanian migrant workers (one fifth of the population). The economic crises caused a drying down of grants a easy term loans and a shrinking of the remittance money. FDI(Foreign Direct Investments) REMAINED THE ONLY WAY OUT. The…
Rein kriminelle construkte mit total Bestechung rund um Sokol Olldashi und Partnerschaft mit der Durres Mafia mit Eduard Ndreu.


Shqipëria është një ndër katër portat hyrëse të mallrave kontrabandë për në Europë, së bashku me Egjiptin, Marokun dhe Ukrainën, thotë një studim i fundit i zyrës së pronësisë intelektuale të Bashkimit Europian, OECD dhe EUROPOL.

Sipas raportit Hong Kong, Emiratet e Bashkuara Arabe dhe Singapori janë shtetet ku trafikantët falsifikojnë sasi të mëdha produktesh , këto vende janë shpërndarësit kryesorë të mallrave të tillë drejt vendeve evropiane dhe jo vetem.

Contraffazione, OCSE: ecco la mappa delle rotte internazionali del falso

Emirati arabi uniti, Arabia Saudita e Yemen: transitano da qui le principali rotte per le spedizioni di prodotti falsi diretti in Africa. Albania, Egitto, Marocco e Ucraina sono i quattro punti di transito usati per inviare falsi destinati all’UE, mentre Panama è un importante punto di transito per i falsi in rotta verso gli Stati Uniti. Nel complesso, in traffico di merci false ha sviluppato un valore delle importazioni pari a 461 miliardi di dollari nel periodo tra il 2011 e il 2013.

Nello spazio dell’Unione Europea, questo genere di traffici ha generato importazioni per 85 miliardi di dollari coinvolgendo le più diverse tipologie di prodotti: 21 miliardi valgono le importazioni di apparecchiature elettroniche e elettriche; 6 miliardi quelle di dispositivi ottici, fotografici e medici; 5 miliardi l’abbigliamento e i tessuti e altri 5 miliardi di prodotti farmaceutici. L’elenco potrebbe continuare, naturalmente.

A seguire le piste dei trafficanti di prodotti contraffatti ci ha pensato la relazione dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale elaborata dall’EUIPO e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE).

“La relazione mostra la complessità e l’estensione delle rotte commerciali internazionali di prodotti contraffatti e usurpativi nel mondo. Gli studi svolti in passato hanno dimostrato che in pratica qualsiasi prodotto o marchio è suscettibile di contraffazione. La relazione mette in evidenza i mezzi con cui è possibile trasportare i falsi da una parte all’altra del mondo”, commenta il Direttore esecutivo dell’EUIPO, António Campinos.
OLAF Vize- Chef Wolfgang Hetzer
Dalla relazione si evince anche che le organizzazioni criminali nell’UE coinvolte nella distribuzione dei prodotti contraffatti ricorrono principalmente a fabbricanti esteri, per poi organizzare all’interno dell’Unione l’importazione, il trasporto, lo stoccaggio e la distribuzione di tali prodotti. La maggior parte dei prodotti contraffatti proviene dalla Cina: lo sviluppo della «via della seta» e il corrispondente aumento dell’uso del trasporto ferroviario e marittimo tra la Cina e l’UE favoriscono anche l’emergere di nuove minacce nel panorama dei reati perpetrati ai danni dei DPI.

Diverse economie asiatiche quali India, Thailandia, Turchia, Malaysia, Pakistan e Vietnam, si annoverano quali grandi produttori in molti settori, anche se il ruolo che svolgono è di gran lunga meno significativo rispetto a quello della Cina. Inoltre, la Turchia rappresenta un importante produttore di articoli falsi in alcuni settori — come pelletteria, alimenti e cosmetici — che vengono poi spediti nell’UE.

Il 71% dei prodotti contraffatti sequestrati in Ue sono spediti per posta ordinaria o tramite corriere. Alcuni contraffattori, tuttavia, fabbricano direttamente all’interno dei confini dell’UE usando etichette e imballaggi falsi importati da paesi terzi.

I prodotti contraffatti sono distribuiti sempre più sui mercati online. I prodotti venduti su Internet sono generalmente distribuiti in piccoli colli spediti per posta ordinaria e mediante servizi di consegna espressa, spesso direttamente al cliente. È stato osservato anche un ruolo crescente delle tecnologie nell’ambito dei reati contro i DPI.

Il direttore per il governo pubblico dell’OCSE, Rolf Alter, ha dichiarato: “Oltre ad apportare immensi benefici in tutto il mondo, la globalizzazione crea purtroppo anche opportunità per le reti criminali di trarre vantaggio dal commercio iOLAF Vize- Chef Wolfgang Hetzerllecito di prodotti contraffatti a spese di consumatori, imprese e governi. L’unica risposta è una più stretta collaborazione tra le agenzie nazionali delle dogane, le agenzie di contrasto, le organizzazioni internazionali, le aziende e i consumatori”.

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Observatory
On infringements of intellectual property rights

Promozione e sostegno del valore della proprietà intellettuale

 Relazioni e studi

Quantificazione delle violazioni dei DPI

 

Un quadro completo dell’impatto economico della contraffazione e della pirateria

A seguito della pubblicazione di due studi di ampio respiro sul contributo delle industrie ad alta intensità di diritti di PI all’economia e all’occupazione nell’UE e sulla percezione della PI da parte dei cittadini dell’Unione europea, l’importanza della proprietà intellettuale per la società è diventata più evidente. La crescente importanza della PI e dei diritti di PI nell’economia moderna offre Die Betrüger seien „organisierte Verbrechergruppen“, die über „kriminelle Netzwerke“ in der EU aktiv seien, hieß es. Den Angaben zufolge sind die Produkte für den Schwarzmarkthandel in anderen Mitgliedstaaten der Europäischen Union bestimmt gewesen. Dadurch sei zusätzlich ein großer Verlust von Mehrwertsteuereinnahmen in den Mitgliedstaaten entstanden, wo die Waren verkauft wurden. OLAF geht hier von zusätzlich verlorenen Einnahmen in Höhe von 3,2 Milliarden Euro im Zeitraum von 2013 bis 2016 aus.maggiori possibilità di commettere violazioni ed aumenta anche il danno potenziale all’economia. L’Osservatorio sta lavorando per fornire un quadro completo di questo fenomeno valutando l’impatto economico della contraffazione e della pirateria nei diversi settori e nelle diverse aree geografiche.

 

Relazioni congiunte EUIPO/OCSE

In collaborazione con l‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici, l’Osservatorio ha elaborato due studi.

Commercio di merci contraffatte e usurpative: una mappatura dell’impatto economico è uno studio ― condotto sulla scorta dei dati forniti dall’Organizzazione mondiale delle dogane, dalla direzione generale della Fiscalità e dell’unione doganale della Commissione europea e dai servizi statunitensi delle dogane e della protezione delle frontiere ― volto a delineare un quadro preciso dell’impatto economico su scala mondiale generato dalla contraffazione e dalla pirateria sugli scambi internazionali. Lo studio congiunto si avvale dei dati provenienti da quasi mezzo milione di sequestri eseguiti dalle autorità doganali in tutto il mondo nel periodo compreso tra il 2011 e il 2013…..

https://euipo.europa.eu/ohimportal/it/web/observatory/quantification-of-ipr-infringement

Chaos ist gut für das Geschäft, deshalb erhält jeder Parteibuch Idiot, oder für Geld, eine Geschäftigung im Hafen, wo 700 Personen allein nur auf den Gehaltslisten stehen, nie dort zur Arbeit erschienen, wohl auch zudumm für Arbeit sind.
20-30 % Zeit geht nur beim Zoll verloren

Lange Warte Schlangen vor dem hafen. obwohl das LKW Scannen offiziell nur 10 Minuten Zeit kostet.

Alte Probleme,

Organisierte Kriminalität als Wirtschaftform, der damalige Vize Chef der Betrugs Ermittlungs Organisation OLAF. Wolfgang Hetzer erklärt in 2010 diese Art von Wirtschafts System der EU und in der EU.

Die Betrüger seien „organisierte Verbrechergruppen“, die über „kriminelle Netzwerke“ in der EU aktiv seien, hieß es. Den Angaben zufolge sind die Produkte für den Schwarzmarkthandel in anderen Mitgliedstaaten der Europäischen Union bestimmt gewesen. Dadurch sei zusätzlich ein großer Verlust von Mehrwertsteuereinnahmen in den Mitgliedstaaten entstanden, wo die Waren verkauft wurden. OLAF geht hier von zusätzlich verlorenen Einnahmen in Höhe von 3,2 Milliarden Euro im Zeitraum von 2013 bis 2016 aus. Spiegel

Berufs Ausbildung existiert praktisch nicht mehr, nachdem die Schwerindustrie auch von der Privatisierungs Mafia zerstört wurde. Haupt Berrufswunsch: Mafia Boss und Politiker, was das Selbe ist.

4 Gedanken zu „EUROPOL – OECD: Albanien ist Tor und Umschlagplatz für gefälschte Waren in die EU und kontrolliert die Drogennetzwerke mit Lobbyisten“

  1. Von der NATO und EU aufgebaut, finanziert ist das komplette Betrugs System aus dem Balkan, wo man gezielt die Prominenz der Kriminellen zum Partner auswählte, was schon mit Bodo Hombach, Joschka Fischer, Ludgar Vollmer zum Standart Deutscher Aussenpolitik wurde ab Ende 1998:

    Monika Kryemadhi: LSI Mafia Geschäfte direkte Partner beim „Pablo Escobar“ des Balkan: Klement Balili

    siehe der Albanische Botschafter Artur Kuco in Berlin, welche der Auslands Vertreter diese Weltweit agierenden Verbrecher ist und das war bestens bekannt in 2002, als er als Präsidentschafts Kandidat, wenige Stunden vor der Abstimmung durch die Geheimdienste abgelehnt wurde, wegen seinen Top Drogen Clan Verbindungen und Geldwäsche Geschäfte schon damals. Gemeinsam stiehlt man dann Millionen angeblicher Projekt Gelder, wo die Termine in Berlin: Arthur Kuco vermittelt, bei etlichen Ministern, welche Geld brauchen.

    Distrikt Vertreter des Transport Ministeriums, das in Hand der LSI Gangster ist, war Klement Balili, ein System Kriminelle auszustatten, mit Regierungs Posten, was direkt von der EU, Deutschland und der Weltbank finanziert wird.

    Alle Telefon Überwachungs Aktionen rund um den „Paplo Escobar“ des Balkan’s: Klement Balili, wurden verhindert, was nur Ilir Meta nahe Leute machen konnten. Das illegal errichtete Luxus Hotel bzw. 2 Hotels, wurden ebenso nicht beschlagnahmt, Video Überwachung der Hotel Anlagen verschwanden, funktionieren angeblich nicht. Auffällig das EU und Deutsche Behörden praktisch nicht in die grossen Verbrecher Kartelle der Albaner Mafia ermitteln, wo schon unter Schröder und Steinmeier verhindert und abgelehnt wurde, das das BKA (unter Mafiöser Politik Kontrolle der Inkompetenz heute in Deutschland) eigene Abteilungen gegen Organisierte Kriminalität der Albaner bildet. Arthur Kuko uralt verbunden im System der Albaner Mafia mit der Familie Lefter und Nard Koku, investierte seine Drogen Gelder direkt in den illegalen Skandal Appartment Block des Nard Koka, in Durres, gegenüber dem Museum, was damals die Zerstörung mit Abwässern, einleitete, als neue Zentrale der Albaner Mafia und Anlaufpunkt. Heute promotet Arthur Kuko unzählige Verbrecher, die übelsten Gestalten der Albaner Mafia rund um die LSI Partei in Berlin, vermittelt Termine. Identisch beim 4 fach Polizei Direktoren Mörder in Durres, Dritan Dajti, wo das Handy mit den vielen Politik Verbindungen verschwand, wie bei jedem Verbrecher.

    Vorbild die korrupten US Botschafter, welche Ermittlungen in Betrugsfällen wie rund um Bechtel, Gerdec, Frank Wisner, verhindern. Die Deutsche Botschaft, die Mafiös als Betrugs Organisation operierende Kfw, läuft nur Gangstern hinterher wie die EU Botschaft, finanziert direkt dem Bruder von Klement Balili, neue Wasser und Strom INfrastruktur im Mafiösen Clans Netzwerk für Drogen Handel in der Klein Stadt Delvine und Sarande, für reinen Geldwäsche Betrug und wie in Afghanistan, um die Haupt Drogen Handelswegen und Verteiler zu finanzieren und zuunterstützen mit der Prominenz der Kriminellen.

    Monika Kryemadhi: LSI Top Mafia mit schiessenden Kriminellen als Kandidat in Lezhe: Armando Prenga bis zu Gangstern wie Fatjon Skenderi, Klement Balili

    Kaum zuglauben, die Gesprächspartner der EU, der Amerikaner
    Das Ilir Meta – Monika Kryemadhi Verbrecher Modell der Aufbauhilfe für die Top Drogen und Mafia Clans wie „Klement Balili“ oder Fatjon Skenderie

    Uralte Abmachungen zwischen der Justiz und Politik bestehen, was sogar Edi Rama bestätigte, das gegen die Prominenz der Politik nicht ermittelt wird, was unter Präsident Rexcep Meidani eingeführt wurde, wo Groß Drogen Dealer, Verbrecher aus den USA, ein und aus gingen im Präsidenten Palast, vor über 15 Jahre, der jetztige Betrüger und uralte Kommunist Bujar Nishani vielen Kriminellen, denn Diplomaten Status gab, als angebliche Präsidenten Mitarbeiter.

    Ilir Meta nicht erfreut, als er die Anweisung von Donald Lu erhält.

    Ilir Meta paguan grekët për të bllokuar hetimet për Klemend Balilin, nuk sjellin përgjimet

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    Ilir Meta paguan grekët për të bllokuar hetimet për Klemend Balilin, nuk sjellin përgjimet

     

    Hetimet e Prokurorisë shqiptare për trafik droge ndaj ish zyrtarit të transporteve në Sarandë, Klemend Balili përfaqësues i LSI, të cilësuar nga media greke si Eskobari i Ballkanit, kanë ngecur. Prej më shumë se 6 muajsh nuk ka asnjë veprim konkret në dosjen në ngarkim të tij. Shkak, sipas burimeve nga Prokuroria e Krimeve të Rënda, është përgjigja e munguar nga autoritetet greke, të cilat ende nuk i kanë kthyer të dhëna hetuesve shqiptarë me anë të një letër porosie të dërguar që në janar në Greqi. Në letër porosi, hetuesit shqiptarë, kërkonin pjesën e dytë të dosjes në ngarkim të Balilit si dhe audio-përgjimet mes tij dhe trafikantëve të arrestuar në Greqi, por dhe me politikën shqiptare.

    Deri më 19 qershor 2017, kur kanë kaluar 6 muaj nga letër porosia e dërguar në Greqi, ende nuk ka një përgjigje për kërkesën e hetuesve shqiptarë nga Prokuroria greke dhe Ministria Greke e Drejtësisë përmes të cilës kjo letërporosi vjen.

    Ndërkohë ndaj Balilit ka përfunduar hetimi pasuror dhe rezulton se ai në emër të tij ka pasuri të pakonsiderueshme dhe gjithçka tjetër i përkasin familjarëve të tij. Të cilët po shtrojnë darka dhe dreka dhe po bëjnë fushatë në favor të LSI dhe të Ilir Metës në Delvinë dhe Sarandë.

    Ndërsa ndaj Balilit prej 9 muajsh është në fuqi urdhër arresti ndërkombëtar ende i paekzekutuar për llogari të Greqisë dhe policisë shqiptare. Po kush po i pengon hetimet e Balilit, sidomos për përgjimet dhe audio-përgjimet e tij me trafikantët e tjerë dhe politikën?
    ………………………/Pamfleti.com

    http://www.pamfleti.com/ilir-meta-paguan-greket-per-te-bllokuar-hetimet-per-klemend-balilin-nuk-sjellin-pergjimet

  2. Man schaut 30 Jahre und mehr zu, wie kriminelle Gangs auch Deutsche Pässe erhalten, nur kriminelle Netzwerke aufbauten, wobei Schmuggel mit Autobussen, z.B. Zigaretten aus Bosnien, Drogen mit Kosovo Buss Unternehmen, wo die Drogen im Raum Modena aufgenommen werden auf Autobahn Rasttätten, alle Albanische Autobuss Unternehmen nach Griechenland sind direkt im Drogen Handel tätig, oft im Besitz der Clans usw..

    Razzia in Europas Häfen Fahnder finden Hunderttausende gefälschte Produkte

    Razzia in Europas Häfen: Fahnder finden Hunderttausende gefälschte Produkte

    Autoersatzteile, Sonnenbrillen – in einer wochenlangen Operation haben Zollfahnder in Europas Containerhäfen große Mengen gefälschter Produkte sichergestellt. Auch (echtes) Kokain wurde gefunden. mehr…

  3. EU Botschaften, Diplomaten sind direkt in den Schmuggel, auch als Schleuser Mafia aktiv und Schlüsselfiguren, was auch schon Tradition ist.

    „E-smuggling“: Europol intensiviert die Bekämpfung von Fluchthilfe über das Internet

    Im vergangenen Jahr sollen sich laut der EU-Polizeiagentur 17.459 Personen als „Menschenschmuggler“ betätigt haben. In den meisten Fällen kommunizieren Geflüchtete und ihre HelferInnen mithilfe von Facebook-Diensten oder Telegram. Bei Ermittlungen soll der Auswertung elektronischer Beweismittel deshalb mehr Bedeutung zukommen.

    PS: nur wird praktisch niemand verurteilt

     

    Bestechung von Botschaftsangehörigen

    Die vom EMSC gefundenen Informationen sollen darüber hinaus für die „Vorhersage von Migrationsströmen“ genutzt werden. Entsprechende „Trends“ werden in sogenannten Intelligence Notifications an die EU-Mitgliedstaaten verteilt, wo diese schließlich in polizeiliche Maßnahmen münden. Als Erfolg nennt der Jahresbericht des EMSC die Zerschlagung eines türkischen Netzwerkes, über das MigrantInnen mithilfe von Frachtschiffen in die Europäische Union einreisen konnten. Zwölf Personen, die auf dem Weg nach Slowenien waren, wurden demnach festgenommen, gemeinsam mit ihren HelferInnen.

    Der Jahresbericht weist zudem darauf hin, dass Botschafts- und Konsularmitarbeiter europäischer Botschaften bestochen würden. Die spanische Nachrichtenagentur EFE berichtet unter Berufung auf einen Europol-Mitarbeiter von Ermittlungen in einigen EU-Mitgliedstaaten. Im vergangenen Jahrzehnt waren auch deutsche MitarbeiterInnen von Botschaften in Moldawien oder der Ukraine der Korruption verdächtigt oder überführt worden.

    Das Interesse der Justiz könnte sich zukünftig auch vermehrt gegen Rettungsorganisationen im Mittelmeer richten. In Italien ermittelt ein rechtsgerichteter Staatsanwalt wegen „Schlepperei“, rechte Parteien hatten eine Anhörung dazu im Senat durchgesetzt. Auf wenig Gegenliebe dürfte dort die Entwicklung einer „Search and Rescue App“ stoßen, mit der die deutsche Organisation Sea-Watch die Rettungseinsätze auf dem Mittelmeer besser koordinieren will. Daten zu neu gesichteten Booten können darüber an andere Organisationen weitergegeben werden. Die HelferInnen erhalten dazu außerdem ein Satelliten-Modem und Laptops. Das Projekt wird mithilfe von Crowdfunding finanziert.

  4. Die Taliban-UCK-Achse

    NATO-Doppelspiel. In Mazedonien zeigt sich, wie Drogen und Terrorismus für eine neue Machtpolitik instrumentalisiert werden.


    Die UCK: Teil der Internationale des Terrors
    Unter dem Schutz der USA


    „Es ist dieselbe alte Geschichte. Vor 10-20 Jahren bewaffneten wir die schlimmsten Elemente der Mujahedin in Afghanistan – Drogenhändler, Waffenschmuggler, anti-amerikanische Terroristen“, sagte der frühere, hochdekorierte Mitarbeiter der amerikanischen Drogenbekämpfungsbehörde DEA Michael Levine im Mai 1999. „Später haben wir mit dem Bombenanschlag auf das New Yorker Trade Center [von 1993] dann den Preis dafür zahlen müssen. Wir mußten lernen, daß einige der Täter von uns selbst ausgebildet worden waren. Jetzt machen wir dasselbe mit der UCK, die eng mit allen bekannten Drogenkartellen in Nah- und Fernost kooperiert.“

    Fast das gesamte Heroin, das in Europa zirkuliert, kommt über den Balkan. Meist wird es aus in Afghanistan angebautem Opium hergestellt, im NATO-Land Türkei raffiniert und durch die sogenannte „Kosovo-Mafia“ verteilt, deren militärischer Ableger die UCK ist, die in Serbien als Befreiungsarmee für Presevo, Medveda und Bujanovac (UCPMB) und in Mazedonien als Nationale Befreiungsarmee (UCK) firmiert.

    Die Anfänge der UCK liegen in den frühen 80er Jahren im Albanien des Diktators Enver Hoxha, der vor allem nach dem Tod des jugoslawischen Präsidenten Tito 1980 die Union aller Albaner forderte – einschließlich Albaniens, des Kosovo, Südserbiens, Nordwestmazedoniens und Nordgriechenlands. Bis zum Friedensabkommen von Dayton 1995 hielt sich die UCK mit geringfügigen Aktivitäten am Leben. Dann wurde sie aktiviert, um die Welle der Unzufriedenheit unter den Kosovaren zu nutzen, die beim Friedensabkommen „außen vor“ geblieben waren, nachdem die Provinz 1989 auf Betreiben des aufstrebenden Serbenführers Slobodan Milosevic ihre Autonomie verloren hatte. Die meisten Kosovo-Albaner unterstützten jedoch Ibrahim Rugova, den „Ghandi des Balkan“, der Milosevics Vorgehen mit gewaltlosem Widerstand beantwortete.

    Es gelang der UCK aus zwei Gründen, Rugova das Heft aus der Hand zu nehmen: Erstens wegen ihrer uneingeschränkten Unterstützung durch führende Politiker der USA und Großbritanniens, insbesondere durch die frühere US-Außenministerin Madeleine Albright (die von George Soros und Zbigniew Brzezinski protegiert wurde) und den britischen Premierminister Tony Blair, und zweitens wegen ihrer Unterstützung durch die Kosovo-Mafia.

    Der Luftkrieg der NATO beeinträchtigte die Macht der Kosovo-Mafia nicht – im Gegenteil, sie wuchs dramatisch, sowohl hinsichtlich der kriminellen Aktivitäten als auch ihrer Kontrolle über die Bevölkerung – , weil er jedes Hindernis, sogar die Reste der Drogenbekämpfung, beiseite räumte. Die Bombenangriffe halfen der UCK auch, ihren Herrschaftsbereich nach Serbien und Mazedonien auszuweiten. Unter dem Schutz der NATO wurde die UCK zur uneingeschränkten Herrin des Kosovo, und die Kosovo-Mafia eine – wenn nicht „die“ – führende kriminelle Vereinigung der Welt.

    „Der Kosovo wird zum Krebsherd Europas, wie Westeuropa bald feststellen wird“, warnte Marko Nikovic, der Vizepräsident der in New York ansässigen Internationalen Vereinigung der Drogenbekämpfungsbeamten, ein Jahr nach der offiziellen Installation der UCK an der Macht im Kosovo nach den Bombenangriffen der NATO. Nikolic schätzte im März 2000, daß die UCK zwischen 4,5 und 5 Tonnen Heroin monatlich umschlägt, mit stark wachsender Tendenz. Die Route von den Taliban-kontrollierten Opiumfeldern in Afghanistan zum westeuropäischen Heroinmarkt wird von den Kosovo-Albanern kontrolliert. „Diese Balkan-Route liefert 80 Prozent des europäischen Heroins… Der US-Regierung ist der Heroinhandel aus dem Kosovo und die UCK-Verbindung wohlbekannt“, berichtete der Londoner Guardian am 13. März 2000.

    Die UCK: Teil der Internationale des Terrors

    Einige Medien zitierten Geheimdienstberichte, wonach der in Afghanistan ansässige Terrorist Bin Laden und seine Organisation al-Qaida die UCK sowohl ausgebildet als auch finanziell unterstützt haben. Wesentlich konkreter wurde Rugova, den die Zeitung Nova Makedonia am 26. September zitierte, in den von der UCK kontrollierten Gebieten des Kosovo gebe es Ausbildungslager der mit Bin Laden verbundenen Terroristen, und zwischen der UCK und Bin Laden bestünden enge Verbindungen. Bin Ladens Organisation sei seit 1994 im Kosovo aktiv, und Bin Laden selbst habe schon 1996 seine Truppen angewiesen, sich auf den Einsatz im Kosovo und in Albanien vorzubereiten. Einer der engsten Mitarbeiter Bin Ladens, der Ägypter Mohamed Zvahiri, habe persönlich die Ausbildung der albanischen Terroristen der UCK überwacht, und die UCK sei nicht nur entschlossen, ihre zerstörerischen Aktionen im Kosovo und in Mazedonien auszuführen, sondern auch auf internationaler Ebene „aktiv“ zu werden.

    Am 6. September erklärte Rogova in Rom: „Das einzige, was sie [die UCK] wollen, ist Krieg… Ich kenne ihre Gründe und ihr Handeln. Es sind die Gründe von Söldnern, die keine inneren Werte kennen außer der Entschlossenheit, weiter Krieg zu führen.“ Rugova fuhr fort: „Der einzige Grund, warum ihre Kommandeure der Entwaffnung zugestimmt haben, ist, daß sie auf diese Weise weniger bösartig erscheinen. Aber die Wahrheit ist, daß die Entwaffnungs-Operation eine ,internationale Bühne‘ für exzellente Propaganda ist.“ Die Entwaffnung sei eine wahre „Farce“, da die eigentlichen Arsenale der albanischen Terroristen auf diese Weise nicht gefunden und zerstört werden können. Die UCK habe viele Kanäle, über die sie bewaffnet wird. Rugova nannte in diesem Zusammenhang die Türkei, Tschechien, die Slowakei, Montenegro, Albanien, Kroatien, Italien und Deutschland.

    Unter dem Schutz der USA

    Es waren aber nicht nur Bin Ladens Leute, die die UCK ausbildeten. Auch die amerikanische Firma Military Professional Resources Inc. (MPRI), ein in Alexandria (Virginia) ansässiges einflußreiches „Privat“-Unternehmen, spielte hier eine Rolle. Im Vorstand von MPRI sitzen einige der höchsten ehemaligen US-Militärs; die Firma ist darauf spezialisiert, ausländische Regierungen und Gruppen wie die UCK zu bewaffnen, auszubilden und zu „beraten“. Als mazedonische Einheiten im Sommer 400 UCK-Söldner in der Ortschaft Aracinovo eingekesselt und zur Kapitulation gezwungen hatten, schritten amerikanische Einheiten ein und sicherten der UCK freies Geleit. Unter den von der NATO evakuierten UCK-Kämpfern seien 17 MPRI-„Berater“ gewesen, berichtete das Hamburger Abendblatt am 27. Juni. Die Evakuierten hätten modernste Waffen vor allem amerikanischer Produktion gehabt. Auch etliche Afghansi sollen in Aracinovo auf Seiten der UCK gekämpft haben, berichteten mazedonische Medien.

    Diese Tatsachen wollte man durch das schnelle Eingreifen der amerikanischen Einheiten offenbar vertuschen. Solche Vorwürfe hört man in Washington natürlich nicht gern. So verbat sich der US-Sonderbotschafter für Mazedonien James Pardew Berichte über die Verbindungen zwischen der UCK und Bin Laden, und verlangte sogar von der mazedonischen Regierung, sie solle den mazedonischen Medien in dieser Frage einen Maulkorb verpassen. Statt dem amerikanischen Druck nachzugeben, wurde Pardews skandalöses Verhalten selbst zum Thema der Medienberichte, und als Pardew wenige Tage später dem mazedonischen Ministerpräsident Georgiewski verbieten wollte, Polizeieinheiten in die bisher von der UCK kontrollierten Gebiete zu schicken, warf dieser ihn aus seinem Büro.

    uip/alh

    http://www.solidaritaet.com/neuesol/2001/41/balkan.htm

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