Alt Kommunisten Familie Bushati, Aussenministerium, Georg Soros Schule der Korruption und der Drogen Clan (IL Moro) wurde verhaftet

Albanische Diplomaten ein Langzeit Desaster nicht nur mit „Arthur Kuku“ als Botschafter in Berlin, sondern als System. Arrgoanz, um Gnadenlose Inkompetenz und Dummheit zuvertuschen.

Pseudo Universitäten, wo man Nichts lernt, nur schöne Berichte schreiben, wie die EU Universität in Tirana, deren Diplome nicht einmal der Kosovo anerkennt, sind ein Markenzeichen dieser Gestalten: George Soros und die Grünen, wo die grössten Idioten dann einen wertlosen Titel erhalten und einige Gestalten sich Professor nennen dürfen.

foreign policy: „have transformed Albania into a Banana Republic“ : Samir Tahiri, Arben Ahmeti, Ilir Meta, PM: Edi Rama

Edi Rama hatte schon vor über 10 Jahren eine extrem dunkle Vergangenheit mit Drogen Kartells und rund um Geldwäsche ohne Ende.

Foreign Policy: „Sexual favors, bribes and corruption dominate the current Albanian Foreign Ministry“

Albania succumbed into a neo-communist cruelty

Two weeks ago, walking in Tirana’s semi lucid main boulevard, I met for the first time with Maks Velo, a distinguished painter and ar

Perhaps it is time to encourage International and Albanian Institutions to conduct an in depth investigation on how public funds are handled and administered by the Minister of Foreign Affairs Ditmir Bushati – the son of a former high ranking Albanian Communist official – and his cronies. Based on a number of reliable sources Mr. Bushati has broken the law of procurement when it comes to awarding public funds to a so-called company that is expected to administer a global health insurance policy for Albania’s diplomats and their families, while serving abroad………

take a deep glimpse on a discriminatory practice feted by Albanian Government, and its Prime Minister Edi Rama, towards Tirana’s top intellectuals and renowned artists that have intentionally been abandoned over the last three years.

Such a short and sweet encounter with Mr. Velo will always be engraved in my long term memory: in his eyes I could see Albania’s uncertain future due to Mr. Rama’s aggressive marijuana cultivation campaigns; in his face I could see an overwhelming poverty and malnourishment that is reigning above every corner of Albania due to massive corruption scandals led by Albanian Minister of Foreign Affairs and his colleagues for more than three years; on his rough clothing was evident Albania’s dark national image that is wandering throughout many European capitals.

Mr. Bushati has abused with his legal duties when awarding this contract – without conducting any open, proper procurement practice whatsoever – to Mr. Kadri Morina, (his private mentor and a principal financial sponsor) an illegal procedure that could send behind bars Mr. Bushati and his corrupt associates.

An order signed by his obedient subordinate, Mrs. Blerda Kadzadei (who has recently been cited on reliable Albanian News Media for her corrupt handlings), forces every Albanian diplomat worldwide to take health insurance package from Eurosig whose owner is mention above! There is no single hospital in the globe that recognizes such a health insurance company; however it is evident that Mr. Bushati gets his fair share from this corruption affair.

chitect whose art… …

…..

Moreover Mr. Bushati’s cousin and Deputy Minister of Foreign Affairs, Mrs. Odeta Barbullushi, as George Soros’ student has ample time to undertake extensive entertainment trips and beauty treatment sessions abroad while using government’s assets, such as: cars, living allowance, per diem expenses, airfare and paid vacation; at a time when everyone at the Ministry of Foreign Affairs continues to suffer from a prevailing arrogance and lack of respect that characterizes the leadership of Albania’s home of diplomacy.

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Ministry of Foreign Affairs (with 506 employees including its diplomatic missions abroad); and the Ministry of Integration (composed by 113 employees).

Vehicle of Albanian MP Mr. Anastas Angjeli in front of Tirana International Hotel and Conference Centre, on November 25th, 2016. (Photo by Peter Tase)

Moreover, Mr. Rama has plans to spend over one million Euros to rent luxurious cars, an amount that is equivalent to twenty vehicles (latest generation) from Mercedes Benz factory; for their government offices there will be allocated an additional cost 6.6 million Euros in furniture, remodeling and other maintenance expenses.

Finanziert von der korrupten EU Commission, der noch korrupteren EU Botschaft, welche vollkommen aufgebläht ist und gefälschte Berichte nur noch produziert um das verschwinden von Milliarden zuvertuschen.

Carabinieri. Operazione “Il Moro”
I Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Firenze smantellano un’organizzazione crimanale che aveva impiantato a Firenze e Prato un fiorente traffico di sostanza stupefacenti importandole dall’estero. Gli arresti eseguiti questa mattina nella provincia di Firenze, in Germania e in Albania, su ordine di custodia cautelare richiesto dalla direzione distrettuale antimafia della Procura di Firenze

Carabinieri

L’attività di indagine, condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Firenze e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura Fiorentina – PM Dott. Luigi Monferini, prende il via nell’ottobre del 2015, allorquando i carabinieri nel corso di accertamenti finalizzati a risalire ad un canale di rifornimento di stupefacenti in città, hanno individuato un’organizzazione criminale, con base a Firenze, dedita all’importazione ed allo spaccio di notevoli quantità di cocaina e marijuana. Sin dalle prime attività di controllo del territorio e dai primi riscontri informativi i militari sono stati in grado di disegnare l’intero organigramma del sodalizio, composto perlopiù da soggetti di nazionalità albanese.

L’attività info investigativa ha poi trovato immediato riscontro grazie all’arresto in flagranza di reato di uno dei componenti l’organizzazione trovato in possesso di circa un chilogrammo di cocaina. Le successive indagini, condotte sia mediante attività tecniche che, soprattutto, a mezzo classiche metodologie investigative (pedinamenti, servizi di osservazione ecc.), facevano emergere un gruppo criminale, formato da 11 persone, dedito al traffico transnazionale di cocaina proveniente dai paesi del Nord Europa.

Capo indiscusso del sodalizio è stato individuato nel 32enne albanese SHENAJ Besmir, da diversi anni in Italia, già incappato nelle maglie della giustizia per precedenti arresti sempre legati al mondo della droga. L’uomo, molto accorto e sospettoso, pochi giorni dopo l’arresto del complice, temendo di essere stato scoperto, si era trasferito in Germania nella cittadina di Erfstadt, località diventata sicuramente la base decisionale del sodalizio nonché ritenuta sulla base delle attività svolte anche il punto di smistamento dello stupefacente proveniente dai vicini Paesi Bassi per poi proseguire verso l’Italia.
Particolarità che contraddistingue l’organizzazione criminale smantellata è sicuramente il forte legame che buona parte dei componenti, a prescindere dai ruoli rivestiti, aveva. Infatti su 9 dei soggetti di nazionalità albanese ben 7 sono legati tra loro da un vincolo di sangue, in quanto cugini di primo grado.

Alle dirette dipendenze dello SHENAJ Besmir vi erano i referenti per il mercato italiano FERZAJ Edmond, HAXHIRAJ Bruno (41enne), i fratelli Arber ed Alkens CARCANI (di 33 e 31 anni), nonché i corrieri SKENDO Vladimir (56enne) e HETA Shpresim (34enne), tutti albanesi provenienti da Valona.
Il sistema di spedizione, come monitorato in più occasioni, era assolutamente rodato e, per alcuni tratti, anche singolare. La particolare cura che il sodalizio poneva nell’organizzazione logistica e negli accorgimenti per evitare che i carichi venissero intercettati dalle Forze dell’Ordine era maniacale. Lo SHENAJ, scaltro nell’organizzare piccole ma frequenti spedizioni (generalmente di poco superiori al chilogrammo), si avvaleva infatti o dei componenti il sodalizio che ad un controllo di polizia risultavano incensurati, oppure di terzi esterni all’organizzazione che si prestavano al trasporto.

Inoltre, era consuetudine celare la vera natura del viaggio con impieghi di facciata quale, ad esempio, il trasporto di auto destinate all’esportazione nel mercato extra UE. Più precisamente, l’organizzazione utilizzava auto che venivano acquistate in Germania, intestate al corriere e ritargate con il contrassegno necessario per l’esportazione in paesi extra UE, nello specifico in Albania. Durante il viaggio, poi risultato strumentale, veniva eseguito il trasporto della droga che si fermava a Firenze.

I Carabinieri sono riusciti ad intercettare alcuni carichi, arrestando in flagranza i corrieri. Un trasporto è stato intercettato il 24 marzo 2016 a Dicomano (FI), quando è stato arrestato un 32enne albanese trovato in possesso di 100 grammi di cocaina; un secondo sequestro è stato effettuato il 30 marzo 2016 a Campi Bisenzio, allorquando a cadere nella rete dei militari fu RICCARDI Angelo (38enne residente a Borgo San Lorenzo), unico italiano organico al sodalizio, trovato in possesso di circa 1,5 kg di cocaina; il terzo rinvenimento è stato effettuato il 1° settembre 2016 a Prato. In quella circostanza fu arrestato un corriere di nazionalità albanese (NAZAJ Gentjan, di 40 anni) trovato in possesso di ben 19 kg circa di marijuana, nascosti all’interno della cabina del proprio camion.

Nel corso delle indagini sono stati inoltre individuati alcuni soggetti che, dopo aver acquistato cocaina dal gruppo albanese, rivendevano al dettaglio lo stupefacente nelle province di Firenze e Prato. È il caso di MAZZI Soufiane, cittadino marocchino di 30 anni residente a Prato, in possesso di regolare permesso di soggiorno, anch’egli tratto in arresto nel corso dell’operazione. Le indagini hanno appurato che egli acquistava dal gruppo albanese, con regolarità, la cocaina che poi spacciava al dettaglio nella zona di Prato.

L’individuazione dei soggetti e l’acquisizione degli elementi probatori è stata alquanto complessa a causa della loro scaltrezza. Non di rado, ad esempio, nel corso dei pedinamenti gli indagati effettuavano continue manovre diversive (improvvise ed inspiegabili inversioni di marcia, più giri di rotatorie, passaggi con semaforo rosso ecc.) al fine di accertarsi di non essere seguiti.
All’esito della complessa ed articolata attività investigativa, resa particolarmente difficile anche dall’abitudine dei soggetti di inviarsi messaggi telefonici contraddittori per sviare eventuali Forze dell’Ordine sulle loro tracce, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze, Dott.essa Erminia Bagnoli, accogliendo la richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, che ha coordinato l’intera indagine, emetteva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei citati 11 soggetti, alcuni dei quali, anche in seguito ai ripetuti arresti e sequestri, avevano deciso di far rientro in Albania ed in Germania.

Singolare il caso di SHENAJ Besmir, il cui soprannome – “il Moro” – ha dato il nome all’operazione. Come detto, immediatamente dopo l’arresto di uno dei suoi sodali, temendo di essere stato scoperto, decise di lasciare l’Italia e riparare in Germania. Successivamente la Procura della Repubblica di Prato emise a suo carico un ordine di carcerazione in seguito ad una condanna definitiva (per detenzione di stupefacenti) a 2 anni e 3 mesi di reclusione. Venne quindi emesso un mandato d’arresto europeo. Le informazioni in possesso dei Carabinieri permisero di localizzare ed arrestare l’uomo al confine tra l’Olanda e la Germania. SHENAJ venne quindi estradato in Italia nel mese di novembre 2016. Grazie ad una norma che consente la liberazione anticipata a condizione che il condannato (con pena residua da espiare non superiore a 2 anni) sia espulso dal territorio nazionale, senza potervi fare rientro per i successivi 10 anni, l’uomo venne scarcerato dopo due mesi circa e rimpatriato in Albania.

Le misure cautelari sono state eseguite sia in Italia che all’estero. In Italia sono stati rintracciati ed arrestati FERZAJ Edmond (detenuto presso il carcere di San Gimignano), i fratelli CARCANI Arber e CARCANI Alkens (rintracciati in un’abitazione di Dicomano), MAZZI Soufiane (presso la sua abitazione di Prato) e RICCARDI Angelo (rintracciato a Borgo San Lorenzo). Nel corso dell’operazione finalizzata alle catture sono stati impiegati circa 50 Carabinieri del Nucleo Investigativo, delle Compagnie di Firenze e Borgo San Lorenzo, nonché del Comando Provinciale di Prato. Hanno altresì operato nr. 2 unità cinofile antidroga del Nucleo Cinofili di Firenze e Pesaro.

Grazie al prezioso coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno, la Polizia Albanese e tedesca hanno tratto in arresto SHENAJ Besmir, HAXHIRAJ Bruno HETA Shpresim e SKENDO Vladimir.
Sono in corso le ricerche degli altri 2 componenti la banda, tutti albanesi, localizzati all’estero, da parte della Polizia tedesca e albanese. Per gli indagati arrestati in Albania saranno avviate le procedure per l’estradizione in Italia.

21/03/2017 12.54
Carabinieri-Comando provinciale di Firenze

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